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La nostra soluzione per lo slittone Shima

Come far diventare utile un errore di progettazione

Dopo un po di tempo che utilizzi un macchinario, ti accorgi che questo ha qualche cosa che non va proprio, sicuramente un estetica impeccabile, ma utilità in fase produttiva = a ZERO, hai sempre il macchinario fermo e quindi alla fine non rende, ed alla fine ti costa solo.

Sicuramente il costruttore avrà avuto tutti i suoi motivi per modificare il progetto che inizialmente era così:

Si possono pensare a motivazioni economiche, che possono spaziare ad un minor tempo nell’assemblaggio, nei materiali, nei dispositivi che muovono i diversi meccanismi, solo che tutte queste motivazioni vanno ad incidere sull’utilità finale. Infatti come si può vedere inizialmente la slitta era composta: dalla parte che nascondeva il pettine e dalla parte angolata che faceva uscire il telo nella vaschetta, un vassoio di contenimento dei teli come si può notare dall’immagine successiva.

Purtroppo qualche anno fa ci è capitata questa macchina, che aveva una sacca invece di una slitta, questo comportava un dispendio di energie, perché ogni telo o giù di li, era necessario l’intervento dell’operatore, che andasse a togliere i teli eseguiti, ma nelle entità lavorative piccole così come il costruttore ha dovuto togliere costi anche queste sono all’osso come risorse umane, la conseguenza è che si devono trovare soluzioni che rendano efficienti le fasi lavorative non dispersive.

Dopo aver chiesto più volte se esisteva un qualche cosa che potesse portare ad avere il macchinario come era prima, o quanto meno una soluzione più funzionale, alla fine abbiamo deciso di farcela da soli, prendendo un bel foglio di plexiglass e ce lo siamo sagomati noi a dovere. Il risultato? …Giudicatelo voi.

In questo modo sfruttando gli stessi attacchi di serie sul macchinario riusciamo anche a sfruttare il getto d’aria che spinge in esterno il telo non creando mucchi di teli all’interno della macchina, che nella soluzione proposta dalla casa costruttrice avrebbe creato più fermi macchina.

Da parte del costruttore sarebbe bastato mettere un unico pannello anziché dritto, che ha creato così una sacca interna, inclinato con vassoio esterno ed il problema era risolto da entrambi i lati sia come riduzione costi per il produttore, che come utilità da parte di noi tessitori… probabilmente non sono così dinamici mentalmente, bravi in altre cose ma… l’estro Italiano ha un di più che ad altri manca…

Naturalmente a fine di migliorarci e migliorare la funzionalità abbiamo apportato alcune modifiche alla prima prova che abbiamo fatto e di conseguenza abbiamo fatto anche una seconda modifica, sotto la nostra evoluzione.

Rimaniamo convinti che così sia decisamente meglio !!!

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Fatturazione Elettronica 01.01.2019

Dal primo gennaio 2019 entrerà in vigore l’obbligatorietà dell’emissione delle fatture in formato elettronico, come già attualmente previsto per la pubblica amministrazione e per alcune tipologie di società.
La fatturazione elettronica è un sistema digitale di emissione , trasmissione e conservazione delle fatture.
Il nuovo formato in cui le fatture elettroniche devono essere prodotte, trasmesse, archiviate e conservate è un formato digitale chiamato XML
(eXtensible Markup Language), un linguaggio informatico che consente di definire e controllare il significato degli elementi contenuti in un documento, verificando così le informazioni ai fini dei controlli previsti per legge.
La fatturazione elettronica coinvolge tre attori:
• Il fornitore che emette la fattura.
• Il Sistema di Interscambio (SdI) che mette a disposizione il
documento per l’Agenzia delle Entrate.
• Il cliente che riceve la fattura.
Le fatture emesse possono essere inviate al Sistema di Interscambio utilizzando gli strumenti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, strumenti però molto macchinosi che annullano tutti i benefici di snellezza e di ottimizzazione del tempo che non si deve più dedicare alla stampa ed alla conservazione dei documenti. Le fatture rimangono a disposizione nel Sistema di Interscambio per 10 anni ma sono utilizzabili solamente per fini fiscali, non per quelli civilistici.
Per ovviare a questi inconvenienti sono sorte delle strutture intermediarie che consentono di veicolare velocemente ed automaticamente le fatture e di effettuare la loro conservazione per tutti gli scopi fiscali e civilistici. Gli intermediari mettono anche a disposizione dei portali web per effettuare tutte le analisi delle fatture
presenti nella casella dell’utente, sia emesse che ricevute.

I benefici del nuovo sistema sono innumerevoli:
• Risparmio dei materiali per l’emissione delle fatture (carta, inchiostro, spedizione, ecc.).
• Risparmio del tempo necessario all’archiviazione, conservazione e consultazione.
• Sicurezza in merito all’integrità, trasparenza e valore legale.
• Acquisizione diretta delle fatture dei propri fornitori ed inserimento in contabilità praticamente immediata.

Il nostro consiglio in primis confrontatevi con chi vi fornisce il programma di contabilità, spesso vengono erogati servizi aggiuntivi proprio per questa nuova normativa, naturalmente questo forse potrebbe essere uno degli aspetti negativi, il fatto che forse il proprio contratto annuale aumenterà quasi sicuramente, però probabilmente i benefici sarebbero maggiori.

Noi partiremo col nuovo sistema di fatturazione anche per fare delle prove se tutto funziona correttamente prima della scadenza prevista, non vogliamo farci dire “i soliti Italiani“, e voi siete pronti al futuro della nuova @fattura

Normativa fatturazione elettronica, in PDF, da confindustria

Primo Tweet https://twitter.com/TessilmodaMn/status/1021708798107508736

Secondo Tweet https://twitter.com/TessilmodaMn/status/1022140412461555712

Terzo Tweet https://twitter.com/TessilmodaMn/status/1077858249649598464

 

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Esperienze lavorative e qualità del servizio offerto

Quanto valgono la formazione professionale e l’esperienza maturata sul campo?

Può essere considerata un valore aggiunto oppure è solo un costo ?

È successo proprio durante questi ultimi 12 mesi, tra ottobre 2017 e settembre 2018, avendo a malincuore deciso di dismettere una parte del nostro parco macchine causa costi eccessivi di manutenzione, per noi oramai divenuti insostenibili, per il ritorno produttivo che c’era, si è dovuto comunicare al cliente che quei prodotti e servizi che venivano fatti su quei macchinari , non potevano più essere fatti.

Fin qua nulla di strano, fa parte delle dialettica lavorativa, il cliente naturalmente ha dirottato la produzione, cercando altri tessitori con macchinari simili ai nostri, anche se di altre marche e probabilmente più recenti; se non fosse che poi tutti i tentativi fatti dallo stesso cliente per produrre il propri articoli, sviluppati e testati da noi e con i quali ha vinto anche per diversi anni importanti premi di qualità ed innovazione, sebbene da parte nostra venisse fornita la grafica visto che il macchinario non era compatibile col nostro, qualche cosa è andato storto…

Visto che i tentativi fatti avevano portato contestazioni al cliente sulle riproduzioni fatte dagli altri tessitori, l’ultimo articolo inviato ancora qualche mese fa è stato messo in produzione da poco da un nuovo tessitore, che però non ha avuto grandi risultati, così contattati dallo stesso cliente, abbiamo questa volta dato le varie direttive su come doveva essere trattato il filato, su come doveva essere settata la macchina, su come dovevano essere fatte varie regolazioni nell’articolo che doveva essere messo in produzione, per arrivare all’ottimale, quello per il quale abbiamo speso soldi tempo e tutta la nostra professionalità per svilupparlo e portarlo a quel che si direbbe “..a Regola d’Arte”, però a quanto pare non è così comune per tutti.

Il cliente ci ha ringraziato perché finalmente è riuscito ad ottenere un livello discreto sull’articolo prodotto, con qualche perplessità, ma accettabile, la titubanza è d’obbligo viste le contestazioni avute fino ad oggi.

Tutto questo mi ha fatto venire in mente che tempo fa col sito internet avevamo come slogan

non siamo tutti uguali…

…e riassume bene questa esperienza. Spesso però si dimentica da parte dei clienti che dietro ad un’azienda non ci sono solo dei macchinari, dove si crede che anche un bambino sia capace di farli andare, ma ci sono professionalità, persone che hanno studiato, che si mantengono aggiornate nell’arco della propria vita lavorativa e che maturano esperienze anche dirette col proprio lavoro. Tutto questo sapere, quelle competenze e persino quelle malizie che si acquisiscono, si fa fatica a condividerle perché spesso, sono costate ore di lavoro di studio ed in alcuni casi contestazioni pagate care, ma che ci hanno fatto migliorare sul nostro operato.

Lascio a chi legge di trarre le proprie conclusioni, per noi il rispetto delle parti è sempre d’obbligo, qualsiasi sia il settore o la professionalità a cui ci si rivolge e le professionalità sono un valore aggiunto che spesso portano a soluzioni immediate ad eventuali problemi…

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Benvenuto

Sede Tessilmoda

Produciamo maglieria in conto terzi dal 1991 ad oggi

Abbiamo pensato molto su come sfruttare il nostro spazio web, naturalmente ci siamo descritti in “Chi siamo e cosa facciamo”, vi abbiamo dato le nostre coordinate geografiche in “dove siamo e dove potete trovarci”, non mancano per dovere di legge la “Politica dei cookie adottata” per vedere se ci visita qualcuno e quali sono gli articoli piu’ visitati.

A questo punto pero’ ci siamo chiesti …”Visto che siamo un’azienda e ci rivolgiamo ad un altra azienda quasi sicuramente, perche’ non condividere la nostra esperienza nel trovare soluzioni ogni qual volta ci si e’ presentato un problema da affrontarele soluzioni aziendali trovate per migliorarne la gestione”, tutto sommato e da un po di tempo che segnaliamo tramite il nostro account di twitter @TessilmodaMn e’ cosi’ che e’ nata la rubrica Utilita’ info Web – come utilizzare la tecnologia al nostro servizio, per ora ci sono solo pochi articoli che trovate in alto a destra.

Naturalmente non siamo esperti informatici, ma dovendo utilizzare questi sistemi giornalmente, abbiamo studiato, ci siamo documentati ed alla fine abbiamo preso le nostre decisioni, se qualcuno dei visitatori si ricorda un po di storia informatica la SunMicrosystem aveva diversi anni fa aperto un portale di condivisione sulle esperienze fatte con programmi e sistemi Open source si chiamava Java Open Bussines (il suo acronimo era JOB) poi vendette tutto a Oracle che smantello’ diversi progetti OpenSource.

l’amministrazione

Tessilmoda snc

work in progress….

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