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Che Cosa Sono le Certificazioni Tessili e Perché Sono Importanti

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Cosa sono le certificazioni e a cosa servono

Cos’è una certificazione?

Immagina che ogni prodotto tessile (come vestiti, guanti, scalda collo, mascherina) abbia un suo sigillo di sicurezza. Se un tessuto ha questo sigillo, significa che è stato controllato da esperti e rispetta delle regole molto severe. In pratica, la certificazione è come un timbro speciale che garantisce qualità e sicurezza. Ad esempio, lo STANDARD 100 by OEKO-TEX® Class I  è proprio un sigillo, che assicura che il tessuto non contiene sostanze nocive e quindi è sicuro per la pelle. In altre parole, quando compriamo un tessuto di abbigliamento, oppure una maglietta sportiva per correre o una mascherina con una certificazione, possiamo stare tranquilli che qualcuno ha fatto tutti i controlli del caso.

Non sono semplici sigle su un etichetta, nel caso della OEKO-TEX® Standard 100 class I, ad esempio, c'è alle spalle un ente certificatore, dove il produttore del filato invia campioni a random di un determinato tipo di articolo di filato, che è o andrà in produzione, questo ente provvede a verificarlo con test mirati che ne certificano il tipo di classe, vedremo più avanti come funzionano i test e quanto incidano a livello produttivo nella fasi lavorative.

Quindi non etichette a caso ma vere e proprie garanzie di sicurezza e qualità. Per rispondere alla domanda "Cosa sono le certificazioni e a cosa servono", dovete immaginare le certificazioni come "supervisori indipendenti" che verificano ogni fase della produzione tessile. Servono a:

  • Garantire la sicurezza dei materiali a contatto con la pelle

  • Misurare le performance del prodotto (durata, efficacia, comfort)

  • Tutelare il consumatore con standard riconosciuti a livello internazionale

Di seguito un indice per raggiungere più facilmente la parte dell'articolo che potrebbe interessarvi di più.

Perché sono utili queste certificazioni?

Le certificazioni aiutano a proteggere la nostra salute e assicurano che il prodotto sia di alta qualità. Uno standard come OEKO-TEX® Standard 100 è considerato «sinonimo di sicurezza», significa che i vestiti certificati non avranno sostanze chimiche pericolose. Grazie alla certificazione, chi acquista sa di non rischiare allergie o altri problemi. Inoltre, le certificazioni impongono altissimi standard di controllo cioè le regole per superare i test sono molto severe. In questo modo il prodotto finito rimane sempre sicuro anche dopo anni, vanno però poste molte attenzioni, per chi ha una pelle sensibile anche al lavaggio dei capi o accessori a maglia, come abbiamo spiegato anche in un altro nostro articolo :  L'importanza di non usare troppo detersivo in lavatrice

Chi fa i test e come funzionano?

I test vengono eseguiti da laboratori specializzati e certificati. Per esempio, potresti aver letto da qualche parte che, sono stati utilizzati laboratori fuori dai confini italiani, magari più rinomati a livello internazionale, ma abbiamo ottimi laboratori anche in Italia ad esempio nel distretto del biomedicale (vedi Mirandola -MO-) ci sono laboratori in Piemonte, in Toscana per citarne alcuni, sono presenti anche in tutte le regioni italiane, chi più chi meno. Tutti questi laboratori, dovunque essi si trovino se  ad esempio devono certificare un prodotto secondo lo standard ISO 20743/2007, utilizzeranno macchinari simili e a loro volta certificati e controllati per quel tipo di certificazione ISO.

Immagina un grande laboratorio pieno di macchine come bilance e apparecchiature scientifiche: gli esperti mettono i tessuti dentro questi macchinari e fanno prove precise. Ad esempio possono lavare il tessuto tante volte per vedere se rimane inalterato (test di resistenza ai lavaggi), oppure verificare se frena la crescita dei batteri (test di efficacia batteriostatica). Tutto è fatto con strumenti tarati al centesimo di millimetro, perché non vogliamo “bilance sballate” che danno risultati sbagliati, gli stessi macchinari sono sottoposti regolarmente a controlli di tarature come previsto per macchinari di precisione.

Ma cosa succede se un prodotto non supera i test?

Niente paura , se un prodotto non supera il test, si eseguono le dovute modifiche produttive e verifiche necessarie e lo si rifà dall’inizio, proprio come ricominciare un compito finché non è perfetto, gli stessi test vengono eseguiti più volte proprio per verificare che i risultati siano uguali, il numero di volte può dipendere dal tipo di test; dovesse dare valori completamente differenti, potrebbe esserci qualcosa che non va sul materiale testato, come : materia prima, struttura/armatura del tessuto, non si esclude anche un controllo ulteriore al macchinario per scrupolo.

Anche noi abbiamo eseguito dei test, ad esempio sugli articoli presenti su questo nostro shop online, nel nostro caso come esperienza diretta, siamo stati avvisati immediatamente dal laboratorio, che ci detto subito l'esito dell'esame, in più ci sono state date indicazioni per apportare le modifiche necessarie nella fase lavorativa e consigli molto utili, contestualizzando per non far pensare chissà ché, il nostro primo prototipo era troppo spesso e non faceva passare abbastanza aria secondo i parametri previsti dal test, questo test era il primo tra quelli che venivano fatti, ci fu dato il valore del test che era emerso e che avremmo dovuto alleggerire la struttura proprio per permettere di passare aria a sufficienza.

Naturalmente se un tessuto, di una mascherina oppure un nuovo articolo, non supera le prove, bisogna come già accennato, rifare tutto dall’inizio. Come quando un compito è sbagliato: lo correggi e lo riscrivi. Per avere una certificazione bisogna spendere tempo e soldi per fare tanti test di qualità. I laboratori sono molto costosi perché usano strumenti sofisticati e controllati (pensali come bilance precisissime e strumenti calibrati di altissima precisione !). Non pensare a strumentazione scadente mai sottoposta a controlli, perché in questo caso anche lo stesso laboratorio non avrebbe le autorizzazioni a rilasciare le certificazioni, e a quel punto non ci si potrebbe fidare dei risultati. Oltre a questo va aggiunto che Il personale addetto è altamente qualificato, con lauree e dottorati alle spalle oltre a formazione continua e costante, quindi non scherziamo su queste cose, la disinformazione è più facile che venga creduta rispetto alla vera situazione grazie all'ignoranza su argomenti non conosciuti a fondo, per fare un esempio banale, se hai male ad un dente, non chiedi al primo che passa di togliertelo, ti rivolgi ad un dentista, il quale valuterà se si potrà curare il dente e salvarlo oppure toglierlo se troppo danneggiato, qua vale lo stesso concetto, si va in laboratori qualificati per il tipo di certificazione che serve sul prodotto che stai sviluppando.


Esempi di controlli sui tessuti:

Vediamo insieme alcuni esempi concreti di certificazioni e test sui tessuti primari (filati e stoffe):

  • Efficacia batteriostatica (ISO 20743:2007): verifica che il tessuto inibisca i batteri.

  • Resistenza ai lavaggi (JIS L 1902:2002): misura se il tessuto rimane efficace anche dopo molti lavaggi.

  • Certificazione OEKO-TEX® Standard 100 Classe I: garantisce che tutte le parti del tessuto a contatto con la pelle, non rilascino sostanze pericolose. In pratica significa completa innocuità della fibra per la salute.

  • Conformità UNI EN ISO 62: valuta la traspirabilità del tessuto, ovvero quanto il tessuto “respira” e gestisce l’umidità (importante per il comfort).

  • Test di pilling ISO 12945 (include il metodo ISO 12945-2 martindale, e il metodo ISO 12945-1 Pilling BOX), questo test valuta la durabilità e l'aspetto estetico del tessuto, specialmente usato in abbigliamento e arredamento.
  • Test su tessuto ignifugo (standard comuni NFPA 2112, ASTM F1506, e FAR 25.853) i tessuti ignifughi sono classificati in base alla loro relazione col fuoco, hanno diverse classi che indicano il grado di infiammabilità, viene utilizzato in arredamento sopratutto per locali pubblici, Hotel, Teatri ed in abbigliamento tecnico.

Questi che hai appena letto sono alcuni dei test che è possibile fare sui tessuti, almeno quelli con cui noi abbiamo avuto a che fare in 35 anni di attività, ad esempio su articoli sviluppati per un nostro cliente, per il settore dell'arredamento indoor e outdoor, ed anche sui nostri prodotti presenti su questo nostro store online.

Questo perché offrire/lavorare una materia prima, controllata e di ottima qualità ti permette a sua volta di avere un prodotto finale di gran lunga superiore a livello qualitativo.

Le Certificazioni: Una Barriera Protettiva

Ecco i controlli chiave sui nostri prodotti:

  1. SICUREZZA CHIMICA (OEKO-TEX® STANDARD 100 Classe I)

    • Cosa garantisce: Assenza totale di sostanze nocive (metalli pesanti, coloranti allergenici, ecc.)

    • Perché è importante: Ideale per pelli sensibili e prodotti per l’infanzia.

  2. EFFICACIA ANTIBATTERICA

    • Standard di riferimento: DIN ISO 20743:2007 e JIS L 1902/02

    • Cosa dimostra: Il tessuto inibisce la proliferazione batterica anche dopo ripetuti lavaggi.

  3. RESISTENZA AI LAVAGGI

    • Risultato: I prodotti mantengono integrità e performance nel tempo.

  4. BIOSICUREZZA PER DISPOSITIVI MEDICI (es. mascherine)

    • Certificazioni chiave:

      • Assenza di citotossicità (ISO 10993-5:2009): Garantisce zero irritazioni cutanee

      • Resistenza al flusso d’aria (BS EN 14683:2019): Assicura comfort respiratorio

      • Pulizia microbica (BS EN 14683:2019): Controlla la carica batterica residua

Durante il periodo COVID (2020/2021) per intenderci sui social c'era chi la sparava più grossa, per fare hype e cercare di far notizia. Come porduttori vi possiamo assicurare che per superare i test previsti per ottenere la certificazione della sola mascherina chirurgica non è stato un gioco da ragazzi, infatti le mascherine tanto odiate in quel periodo, usate sul viso hanno certificazioni specifiche. Ad esempio:

  • Citotossicità (ISO 10993-5:2009): serve a controllare che i filati o i materiali a contatto con la pelle non facciano ammalare le cellule. Gli esperti testano il tessuto in laboratorio per essere certi che non sia nocivo.

  • Resistenza al flusso d’aria e filtraggio (BS EN 14683:2019): questa norma stabilisce i test di respirabilità (cioè quanto è facile respirare attraverso la mascherina) e efficienza di filtrazione batterica (quanto blocca i germi). In pratica si misura quanta aria passa e quante particelle (come batteri e virus) vengono fermate.

  • Pulizia microbica (bioburden) (BS EN 14683:2019): qui si conta quanti microorganismi rimangono sul materiale dopo 24 ore che sono stati inseriti. È come dire: “quanti germi vivi rimangono sulla mascherina?”. Si fa in laboratori speciali, perché vogliamo che la mascherina sia sicura per chi la usa.

Ve ne sono altre che non abbiamo fatto, perché ad un certo punto abbiamo preferito sviluppare nuovi prodotti, per il settore Estetico, e su articoli di pulizia.


Cos’è il capitolato produttivo e perché è importante?

Su alcuni dei nostri prodotti si parla di capitolato produttivo, se vi state chiedendo cos'è e a cosa serve, ve lo spieghiamo. Di fatto tutti gli articoli che facciamo sia che rimangano semplici prototipi o che arrivino ad essere un articolo in vendita sul nostro store, hanno il proprio capitolato produttivo.

Il capitolato produttivo è come una ricetta o un manuale di istruzioni per fabbricare il prodotto esattamente allo stesso modo ogni volta, se avete presente una ricetta ci sono gli ingredienti e i vari passaggi in sequenza da effettuare per raggiungere lo stesso risultato; per noi gli ingredienti che servono sono il filato, il macchinario utilizzato, il programma che viene utilizzato su quella macchina con a sua volta i dati produttivi, cosa fare una volta tessuto l'articolo, come vengono fermati i fili che entrano ed escono, se viene cucito, con quale filato, se viene lavato in che modo a che temperatura per quanti minuti e quante volte, se viene stirato, in quale modo,  a che temperatura e per quanti minuti, l'imbustaggio come viene fatto, se vi sono dei fogli illustrativi da inserire e come deve essere sigillato/chiuso il prodotto. Tutti questi passaggi vengono segnati con lo scopo di poterli ripetere ogni volta con lo stesso risultato finale.

Una volta superati i test e ottenuta la certificazione, si scrivono i passaggi necessari (dalla scelta dei materiali ai tempi di produzione, alla modalità di finissaggio), fissandoli in bella copia, perché poi faranno parte integrante anche del risultato dei test stessi. Così, se dopo anni vogliamo rifare lo stesso articolo (ad esempio un articolo prodotto nel 2016, e vogliamo riprodurlo anche nel 2036), basta seguire quella “ricetta/capitolato” in modo molto scrupoloso, per avere un prodotto identico e con la stessa sicurezza. In questo modo, se rifacessimo i test, anche dopo vent’anni lo supererebbe allo stesso modo.

Qua apriamo una parentesi, i test sono molto restrittivi, e se nel tempo si cambiano i materiali per qualsiasi ragione (ad esempio non si riesce più a reperire il filato utilizzato oppure ve ne è uno che ha performance migliori perché nel frattempo sono migliorate le tecniche produttive), ecco che si è costretti a rifare tutto l'iter per poter certificare di nuovo l'articolo, questo vale anche se nel frattempo cambia la normativa su quel determinato prodotto e tu come produttore vuoi mantenerne la certificazione.

Perché non si fanno tutti i test su ogni prodotto?

La logica ci viene in contro, naturalmente ogni prodotto ha un uso diverso, quindi si fanno solo i test necessari. Ad esempio, se stiamo producendo una mascherina, ha senso testare la respirabilità e il filtraggio dell’aria, quanti batteri rimangono in vita nelle 24 ore successive, perché chi la indossa deve poter respirare normalmente, ed avere certe garanzie di sicurezza personale. Se invece stiamo facendo una salvietta struccante, non servirebbe fare un test di respirabilità (non serve respirare attraverso una salvietta!), ma è fondamentale verificare che non contenga sostanze nocive per la pelle perché poi finirebbe per irritarla se ve ne fossero. In pratica, si sceglie la prova giusta in base all’uso ed al tipo di prodotto che si va a fare.

Detto questo, tutte queste certificazioni e test servono a garantire un prodotto di qualità elevata e sicuro per chi lo usa. Anche se i nomi delle norme possono sembrare difficili (ISO, BS EN, Oeko-Tex, ecc.), dovete sempre pensare che dietro ci sono persone esperte che controllano passo dopo passo ogni dettaglio. Così, quando utilizzi un panno viso struccante, oppure una salvietta per togliere il trucco dagli occhi o dal viso, oppure indossi una mascherina dei nostri articoli, puoi essere certo che sono stati sottoposti a controlli seri e che rispettano gli standard più alti.

Principali certificazioni tessili internazionali

Di seguito a titolo informativo un elenco delle certificazioni internazionali presenti nel settore tessile, non sono state inserite le certificazioni specifiche di prodotto per non creare confusione, visto che ogni articolo potrebbe sottostare a normative differenti a seconda dello stato in cui vengono vendute, quindi vi rimandiamo ai singoli articoli la dove sono segnalati nello store:

CertificazioneScopo/GarantisceEnte/OrganizzazioneAmbito prevalente
OEKO-TEX® Standard 100 (abbigliamento/arredo)Controlla materie prime, semilavorati e prodotti finiti per l’assenza di sostanze nocive (metalli pesanti, pesticidi, formaldeide, ecc.), con severi limiti differenziati in base alla sensibilità del contatto con la pelleOEKO-TEX Association (Consorzio di ricerca Hohenstein)Moda, tecnico, arredo
OEKO-TEX® Leather Standard (pelli/leder)Simile allo Standard 100, testa pelli e accessori in pelle per garantirne la sicurezza (≥1000 sostanze testate) e l’assenza di composti nociviOEKO-TEX AssociationModa, arredo
OEKO-TEX® STeP (produzione)Certifica la sostenibilità dei processi produttivi tessili, considerando ambiente (energie rinnovabili, acque reflue, emissioni), sicurezza chimica, salute/sicurezza dei lavoratori e responsabilità socialeOEKO-TEX Association (audit di terze parti)Moda, arredo (aziende tessili)
OEKO-TEX® Made in Green (tracciabilità)Marchio di tracciabilità dei prodotti tessili sostenibili: garantisce che l’articolo sia realizzato con materiali testati privi di sostanze nocive e in impianti a basso impatto ambientale e in condizioni di lavoro sicure. Ogni prodotto certificato è dotato di QR code unico per risalire alla filieraOEKO-TEX AssociationModa, arredo
GOTS – Global Organic Textile Standard (abbr. GOTS)Standard per tessuti biologici: assicura che le fibre (cotone, lana, fibre vegetali) siano da agricoltura biologica, e che tutta la filiera rispetti criteri ambientali e sociali (uso di sostanze naturali, acqua ed energie, diritti dei lavoratori)Global Standard gGmbH (organizzazione no-profit)Moda (tessuti biologici)
Organic Content Standard (OCS)Attesta la percentuale di fibre biologiche presenti (cotone bio, ecc.) e la tracciabilità dalla materia prima al prodotto finito. Non impone requisiti ambientali su processo, ma garantisce integrità e catena di custodia del contenuto organicoTextile Exchange (tramite enti terzi come ECOCERT)Moda (fibre organiche)
EU Ecolabel (Fiore UE)Marchio ufficiale UE per prodotti tessili con impatto ambientale ridotto: valuta l’uso sostenibile di fibre, processi produttivi a bassa emissione, limitazione di sostanze pericolose e durabilità del prodottoCommissione Europea (DG Ambiente)Moda, arredo (prodotti tessili)
bluesign®Sistema di certificazione svizzero che controlla chimica e processi: i prodotti con marchio bluesign sono fabbricati secondo criteri molto rigidi di sicurezza chimica ed eco-compatibilità lungo tutta la filierabluesign Technologies AGModa, tecnico (apparel, outdoor)
Global Recycled Standard (GRS)Garantisce il contenuto minimo riciclato (tipicamente ≥50%) in tessuti o filati e certifica la tracciabilità e i criteri sociali/ambientali (gestione chimica, emissioni, lavoro) dell’intera filiera dei prodotti riciclatiTextile Exchange (tramite enti terzi)Moda, arredo (prodotti riciclati)
Recycled Claim Standard (RCS)Verifica che un prodotto contenga materiale riciclato (minimo 5% pre- o post-consumo) e ne attesta la tracciabilità. Non impone requisiti di processo (a differenza del GRS) ma rilascia una dichiarazione indipendente sul contenuto riciclatoTextile Exchange (tramite enti terzi)Moda, arredo (prodotti riciclati)
Responsible Wool Standard (RWS)Assicura il benessere delle pecore e la gestione sostenibile delle terre da pascolo: dal gregge alla produzione, le aziende sono valutate su norme di benessere animale (rispetto “Cinque Libertà”), tracciabilità della lana e pratiche agricole sostenibiliTextile Exchange (tramite enti terzi)Moda (prodotti in lana)
Responsible Down Standard (RDS)Attesta che piume e piumino provengano da anatre/oche allevate secondo criteri di benessere animale (no strappo piume a vivo, no sofferenze) con sistema di tracciabilità delle materie prime; certifica imbottiture al minimo 5% di piume certificate (100% se si vuole label finale)Textile Exchange (tramite enti terzi)Moda (imbottiti, piumini, cuscini)
Cradle to Cradle Certified™Standard multiplo per design circolare: valuta prodotti tessili (e non) secondo 5 criteri (salubrità dei materiali, riuso/riciclo, energie rinnovabili e CO₂, gestione acqua/ambiente, equità sociale) Premia progetti “a misura di circolarità” e sicuri per l’uomo e l’ambiente.Cradle to Cradle Products Innovation InstituteModa, arredo, tecnico (economia circolare)
SA 8000 – Social AccountabilityNorma internazionale per la responsabilità sociale d’impresa: garantisce condizioni di lavoro dignitose (eliminazione lavoro minorile/forzato, orari/assenze discriminatorie, sicurezza, libertà sindacale, salario minimo) Viene applicata a livello aziendale (inclusi fornitori tessili).Social Accountability International (SAI)Moda (supply chain), settore tessile industriale
ISO 14001 (Sistema di gestione ambientale)Standard ISO per sistemi di gestione ambientale: stabilisce requisiti per pianificare, monitorare e migliorare la performance ambientale aziendale (energie, rifiuti, emissioni, conformità legale) (Applicabile a qualsiasi industria, incl. tessile).ISO (International Organization for Standardization)Produzione tessile (aziende)
UL GREENGUARD CertificationCertifica prodotti a basse emissioni di composti organici volatili (VOC), migliorando la qualità dell’aria indoor. La variante GOLD ha limiti ancora più severi per ambienti sensibili (scuole, ospedali)UL Solutions (Greenguard Lab)Arredo (tessuti per interni, mobili imbottiti, tappeti)
Fairtrade Textile StandardStandard sociale che si applica a filiere tessili per migliorare salario e condizioni dei lavoratori: richiede progressivo adeguamento degli stipendi al minimo legale e promuove pratiche commerciali responsabili e relazioni di lungo termine con i fornitoriFairtrade International (FLO)Moda etica (supply chain cotone, abbigliamento)
Naturtextil (IVN)Marchio europeo (IVN) con criteri ecologici stringenti: richiede che i prodotti tessili siano 100% in fibre organiche certificate, vietando sintetici (elastan), sbiancanti ottici, soda caustica, ecc.IVN e.V. (International Association of Natural Textile Industry)

Disclimer: tutti i marchi citati sono dei rispettivi proprietari sotto i link di riferimento se volete saperne di più

https://www.oeko-tex.com/en/

https://global-standard.org/

https://www.resource-textiles.com/en/certificates/grs-global-recycled-standard/

https://icea.bio/en/certifications/non-food/biological-and-sustainable-textile-products/organic-content-standard/

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